
ARCHIVIO DI OISE · FONDO I
Prima di Roma
IV–I SEC. A.C.
Prima delle mappe, dei registri e delle iscrizioni latine, la valle aveva già i suoi segni.
Di quel tempo restano poche tracce. Alcune sono materiali. Altre sono state riconosciute soltanto attraverso testimonianze successive.
La parte più antica della valle non si lascia leggere facilmente.
ORIGINI
Prima dei nomi
Prima che la valle fosse descritta sulle carte, era già attraversata, osservata e riconosciuta da chi vi abitava.
Nel IV secolo a.C. alcuni segni appartengono ancora al bosco: rami piegati, direzioni, avvertimenti tramandati senza bisogno di scrittura. Due secoli più tardi, attorno a una sorgente e a un cerchio di pietre, compaiono pratiche e conoscenze che mostrano una relazione più strutturata con il luogo.
Non sappiamo quale nome quelle comunità dessero alla valle. E non sappiamo se appartenessero tutte alla stessa tradizione.
Per questo, nel Fondo I ogni attribuzione viene trattata come una possibilità, non come una certezza.
NOTA DELL’ARCHIVIO
Un’attribuzione prudente
La posizione geografica della valle e la cronologia dei materiali permettono di confrontare alcune testimonianze con l’orizzonte culturale lepontico dell’area prealpina.
L’Archivio utilizza quindi la definizione “attribuzione lepontica proposta” quando il confronto è plausibile, ma non dimostrabile.
Nei documenti più antichi, assenza di una lettura certa non significa assenza di significato.
CRITERIO DI ATTRIBUZIONE
Cronologia · provenienza · confronto tipologico
SCHEDA DEL FONDO
Fondo I · Prima di Roma
Classificazione generale dei materiali attribuiti alla fase preromana della valle.
CRONOLOGIA
IV–I sec. a.C.
Arco cronologico attribuito al fondo
AREA DI PROVENIENZA
Valle di Oise
Nensit · area sorgiva · fondovalle
TIPOLOGIE
Pietra · ceramica · metallo
Segni e ricostruzioni comparative
ATTRIBUZIONE CULTURALE
Orizzonte celtico alpino
Attribuzione lepontica proposta
STATO DEL FONDO
Frammentario
Materiali di natura e provenienza differenti
LIVELLO INTERPRETATIVO
Parziale
Attribuzioni e letture non sempre definitive
CATALOGO
Reperti e ricostruzioni
Il Fondo I conserva tracce di natura diversa. Alcune appartengono direttamente alla fase preromana della valle; altre possono essere ricostruite soltanto attraverso testimonianze successive o confronti archivistici.
Per questo ogni scheda indica separatamente ciò che è documentato, ciò che è ricostruito e ciò che rimane soltanto attribuito.

PR-01
DOCUMENTATO
Il Pentacolo del Bosco
ROCCIA · AREA SORGIVA · II SEC. A.C.
Stella a cinque punte racchiusa da un cerchio, incisa su una roccia dell’area sorgiva. La forma originaria viene realizzata nel II secolo a.C. seguendo venature già presenti nella pietra.
Le cinque punte rappresentano cinque direzioni che convergono nello stesso punto. Nel 1996 il segno risulta ancora leggibile, ma presenta modifiche recenti che non appartengono all’incisione originaria.
STATO · ALTERATO NEL 1996

PR-02
RICOSTRUZIONE
Il ramo che guarda
NOCCIOLO · IV SEC. A.C.
Rami vivi di nocciolo piegati e intrecciati fino a formare due curve, una linea centrale e una piccola apertura. La struttura non potrebbe conservarsi archeologicamente e viene quindi ricostruita sulla base delle testimonianze disponibili.
Nel IV secolo a.C. il segno è già riconosciuto da chi attraversa il bosco. Viene utilizzato per indicare una direzione e definito da uno degli uomini che lo incontra come un “segno vecchio” e un avvertimento.
STATO · RICOSTRUZIONE COMPARATIVA

PR-03
TRACCIA DEL SITO
Le coppelle della sorgente
ROCCIA · AREA SORGIVA · II SEC. A.C.
Piccole cavità scavate nella roccia lungo il percorso della sorgente. Nel II secolo a.C. l’acqua scorre abitualmente attraverso queste incisioni prima di raggiungere il centro del nemeton.
La loro funzione originaria non viene spiegata. Il testo permette di riconoscerle come parte stabile del sito, ma non stabilisce se fossero state realizzate per uso rituale, pratico o per controllare il percorso dell’acqua.
STATO · FUNZIONE · NON DETERMINATA

PR-04
ATTRIBUZIONE PROPOSTA
Il frammento iscritto di Pree
CERAMICA · PREE · III–II SEC. A.C.
Frammento di ceramica scura con una breve sequenza di caratteri incisi sulla superficie. Le forme delle lettere trovano confronti con l’alfabeto nord-italico utilizzato nelle iscrizioni celtiche dell’area del Verbano e del Canton Ticino.
La frammentarietà del reperto non consente una lettura completa né permette di stabilire se si trattasse di un nome, di un’indicazione di possesso o di una formula più articolata. L’attribuzione all’orizzonte lepontico rimane quindi proposta.
STATO · LETTURA · NON DETERMINATA

PR-05
ATTRIBUZIONE PROPOSTA
Il ciottolo inciso del Nensit
SERPENTINO · NENSIT · DATAZIONE INCERTA
Piccolo ciottolo di serpentino con incisioni lineari poco profonde e un segno curvo sulla superficie. La scheda di provenienza lo associa genericamente alla parte bassa del Nensit, senza indicare il punto esatto del ritrovamento.
L’area è già descritta nel 1192 come caratterizzata da pietre disposte in modo intenzionale e percepite come molto antiche. Questo non consente però di collegare direttamente il ciottolo a quelle strutture né di stabilirne la funzione.
STATO · ATTRIBUZIONE · NON CONFERMATA

PR-06
ATTRIBUZIONE PROPOSTA
La lamina del guado
BRONZO · FONDOVALLE · III–I SEC. A.C.
Sottile lamina in bronzo, piegata su un lato e segnata da piccole incisioni lineari non continue. La scheda di provenienza la collega genericamente all’area del fondovalle, in prossimità di un antico passaggio d’acqua.
Le dimensioni ridotte e l’assenza di un contesto stratigrafico leggibile non permettono di stabilire se si tratti di un oggetto d’uso, di un elemento applicato ad altro supporto o di un frammento con funzione segnaletica o votiva. La relazione con il guado resta quindi proposta, non confermata.
STATO · FUNZIONE · NON DETERMINATA

CONTESTO
Prima del reperto, il luogo
Nel II secolo a.C. il pentacolo non è un oggetto isolato. Appartiene a un luogo già organizzato attorno all’acqua.
Una sorgente occupa il centro di un cerchio di pietre. L’acqua attraversa coppelle scavate nella roccia; poco distante, una superficie piatta conserva venature che convergono verso uno stesso punto. È su quella pietra che viene inciso il segno.
Separare oggi pentacolo, coppelle e cerchio aiuta a catalogarli. Non significa però che in origine fossero pensati separatamente.
Il Fondo conserva frammenti. Il paesaggio, forse, conservava un sistema.
PERIODO
II sec. a.C.
ELEMENTI
Pietra · acqua · sorgente
LETTURA
Contesto ricostruito
STATO DELLE CONOSCENZE
Ciò che sappiamo.
E ciò che resta aperto.
Il Fondo I non ricostruisce una storia continua. Stabilisce soltanto fin dove possono arrivare le tracce.
DOCUMENTATO
Ciò che sappiamo
01
IV secolo a.C.
Nel bosco esiste già un sistema di segni riconoscibile da chi lo attraversa. Il “ramo che guarda” viene conosciuto, tramandato e riconosciuto come un avvertimento antico
02
II secolo a.C.
Una comunità utilizza un nemeton organizzato attorno a una sorgente, a coppelle scavate nella roccia e a un cerchio di pietre.
03
Il pentacolo viene inciso in quel contesto.
Le cinque punte vengono associate a cinque direzioni o vie che convergono verso un unico punto.
04
La forma sopravvive.
Nel 1996 il segno originario è ancora leggibile, mentre le cinque tacche esterne e l’uncino risultano aggiunte recenti.
QUESTIONI APERTE
Ciò che non sappiamo
01
Come chiamavano la valle.
Nessuna delle testimonianze più antiche conserva il nome utilizzato dalle comunità preromane.
02
Chi apparteneva a quale comunità.
Il contesto è compatibile con l’orizzonte celtico alpino, ma il romanzo non identifica esplicitamente quelle persone come Leponti.
03
Se tutti i segni avevano la stessa funzione.
Avvertire, delimitare, orientare, regolare: la somiglianza fra due forme non basta a dimostrare che fossero utilizzate nello stesso modo.
04
Quante volte siano stati reinterpretati.
Il pentacolo potrebbe essere stato osservato e riutilizzato da comunità diverse prima di arrivare fino all’epoca contemporanea.
Attribuire un reperto significa collocarlo nel tempo. Non significa necessariamente averne compreso il significato.
FONDO I · PRIMA DI ROMA
Prima che qualcuno scrivesse la valle, qualcuno aveva già imparato a leggerla.
Il Fondo I termina qui. Le tracce successive appartengono a un’altra fase della storia della valle.
