
I PERSONAGGI · DON AMILCARE
Don Amilcare
Quello che porta il peso della memoria.
Parroco di Oise da molti anni, Don Amilcare conosce il paese attraverso campane, registri, confessioni, funerali e storie che raramente finiscono nei libri. È abituato a distinguere ciò che appartiene alla fede da ciò che nasce dalla paura, senza per questo ignorare quello che non riesce a spiegare.
Quando Anton e i suoi amici cominciano a fare domande che toccano una parte più antica della valle, Amilcare comprende prima di loro che alcune cose non possono più essere affrontate come semplici curiosità. Il suo compito diventa allora duplice: proteggere i ragazzi e capire quali memorie siano rimaste nascoste dentro la chiesa e il paese.
OISE · 1995
IL SUO METODO
Ascoltare senza confondere fede e paura.
Don Amilcare non reagisce all’inspiegabile negandolo, ma nemmeno attribuendogli immediatamente un significato. Cerca ciò che è stato scritto, confronta ciò che ricorda e misura con attenzione le parole. A Oise ha imparato che anche una frase detta nel momento sbagliato può cambiare il modo in cui qualcuno affronta ciò che ha davanti.
01
RICONOSCERE
Sapere quando una domanda non è più innocente.
Amilcare presta attenzione soprattutto ai dettagli che appartengono alla memoria del paese. Un oggetto, una parola o un simbolo possono bastargli per capire che ciò che sta accadendo non è completamente nuovo.
02
CERCARE
Prima nei documenti, poi nelle interpretazioni.
Registri, vecchie carte e annotazioni parrocchiali sono il suo primo riferimento quando il passato torna a farsi presente. Amilcare cerca ciò che può essere verificato prima di costruire una spiegazione attorno a ciò che manca.
03
PROTEGGERE
La curiosità non annulla il pericolo.
Con Anton, Pietro e Gas può essere severo, ma la sua severità nasce dalla consapevolezza che stanno affrontando qualcosa di più grande di loro. Quando capisce che non può semplicemente mandarli a casa, decide almeno di non lasciarli cercare da soli.
IL SUO LUOGO
La chiesa conserva più di ciò che mostra.
Per Don Amilcare la chiesa di Oise è insieme luogo di fede, punto di riferimento del paese e deposito di una memoria accumulata nei secoli. Campane, sacrestia, canonica e vecchi registri fanno parte della sua quotidianità.
Ma alcuni spazi sono rimasti quasi dimenticati anche da chi vive accanto a loro ogni giorno. Dietro porte poco utilizzate, sopra la navata e dentro vecchi archivi, il passato di Oise ha continuato a conservarsi senza necessariamente spiegarsi..

L’ARCHIVIO
Ciò che il paese dimentica spesso rimane scritto
Nella canonica di Oise registri di battesimo, matrimoni, lavori alla chiesa e vecchie annotazioni formano una memoria parallela a quella raccontata dagli abitanti. Per Don Amilcare consultare quelle carte significa cercare una continuità tra ciò che accade oggi e ciò che qualcuno ha ritenuto importante annotare molto tempo prima.
REGISTRI
Per seguire nomi, famiglie e passaggi rimasti nella memoria della parrocchia.
LATINO
Per leggere ciò che il tempo ha lasciato scritto in una lingua che il paese non usa più.
CAMPANE
Perché a Oise alcune parole vengono dette. Altre vengono suonate.
UNA REGOLA
«Non si piega una cosa soltanto perché reagisce.»
La fede di Amilcare non gli impedisce di vedere ciò che accade davanti a lui. Gli impone piuttosto un limite: non tutto ciò che risponde deve essere provocato, non tutto ciò che può essere aperto deve esserlo e non ogni potere diventa legittimo soltanto perché funziona.
DON AMILCARE · OISE
ALTRI SGUARDI SU OISE
